Bruno MunariLa pelle d'argilla


Un osservatore superficiale può distinguere gli alberi dalle mucche: gli alberi hanno le foglie e le mucche no. Un osservatore meno superficiale può distinguere un albero dall’altro, un pioppo da un cipresso, un eucaliptus da un ginko biloba.

Un osservatore più sensibile guarda anche le cortecce degli alberi: la corteccia del castagno ha una textura molto in rilievo, quella del frassino è quasi liscia, quella della betulla è macchiata di bianco e grigio, quella dei ginepro è segnata da tracce verticali, quella dell’ontano è segnata da tante piccole tracce in rilievo disposte orizzontalmente. Il platano sembra in divisa da paracadutista. Il corbezzolo è liscio e morbido come se fosse nudo. L’eucaliptus perde brandelli di corteccia color pelle abbronzata.

La pelle dell’argilla come sarà (o come potrà essere?). Tutto in natura ha una textura come finitura della forma, nel regno vegetale, come nel regno animale e minerale; una bellissima textura è quella del granito di Baveno.

L’argilla può avere o non avere textura. Se è solo liscia vuol dire che interessa solo la forma, ma se invece ha una superficie texturizzata allora è più interessante perché ha un motivo in più per essere osservata.

A questo punto andiamo a trovare Guido De Zan nel suo laboratorio. Guido è uno dei pochi ceramisti che si preoccupa di dare non solo una forma ai suoi oggetti, ma anche una pelle particolare, una textura fatta a mano da lui stesso, secondo la forma dell’oggetto. E allora, come succede in natura, dove la pelle del serpente è diversa da quella della lumaca, la superficie caratterizzata di una certa forma sarà adatta a quella forma e non uguale alla textura di una diversa forma.

Alcune texture assomigliano a strane scritture fatte tutte con la stessa lettera dell'alfabeto, altre hanno andamento orizzontale, altre sono più o meno in rilievo, alcune minutissime, altre con pochi segni sparsi.

Chiedo scusa ma io adesso devo andare in studio dove ho un appuntamento con Davide; intanto voi restate pure qui e così potete tranquillamente osservare tutti questi lavori con le loro texture.

Arrivederci.

1994