Lavinia TonettiPresenza silenziosa


E par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare
Dante Alighieri

La ricerca artistica di Guido De Zan è sorretta da una riflessione autentica, sofferta e, tuttavia, irrinunciabile sull’uomo, termine di riferimento o primaria misura di tutto ciò che prende forma dalle sue mani, indipendentemente dalla destinazione.

Soggetto privilegiato, anche nei lavori più recenti, è infatti la figura umana che l’artista costruisce disegnandone dapprima i profili nella terra morbida, e assemblando in un secondo tempo le sagome, lievemente indurite, modellandole con leggere pressioni delle dita, mediante gesti controllati e di estrema delicatezza. Con la tecnica “a lastra”, la terra, sollevata dalla sua inerzia da una forza controllata, estranea a scatti improvvisi, si anima di sensualità appena tangibile nelle linee sinuose e nell’accendersi del colore, che rende le forme più vitali e dinamiche.

La presenza silenziosa, ieratica, delle opere di De Zan, stabilisce una relazione comunicativa, non verbale, ma segnica, che attinge ai due principi fondamentali della conoscenza e della personalità umana: una tensione razionale ed emotiva. Questa dualità è un tema costante della poetica dell’artista, ed è chiaramente rintracciabile sia nelle piccole sculture sospese a supporti filiformi in equilibrio instabile, sia nei busti di maggiore spessore e apparentemente radicati alla terra. In esse le facce non sono mai identiche: al lato più razionale corrispondono segni incisi rigidi, mentre nel lato più mosso e sensuale, il segno è libero e morbido.

“Sono in realtà – sottolinea l’artista – figure senza tempo, poco terrene, che guardano senza occhi, introspettivamente, attendendo forse momenti diversi per volgere il loro sguardo all’esterno, verso il mondo”.

Dall’impianto strutturale di queste opere emerge del resto la loro aspirazione ad abitare in uno spazio intimo, domestico, familiare, quasi fossero antiche divinità del focolare, Lari che da secoli continuano a custodire il desiderio di pace e stabilità.

2003